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  • giadapastorello
    Giada 🤭
    @giadapastorello

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#tbt io, l'estate 2013, e una pantegana
#tbt  io, l'estate 2013, e una pantegana
e poi magari un sabato di maggio ad una stella chiederò un passaggio 🌼🌠
e poi magari un sabato di maggio ad una stella chiederò un passaggio 🌼🌠
Fil rouge, più lumachina. 🐌

Da bambina pensavo che i papaveri fossero alti un paio di metri, o, perlomeno, "più alti del papà", che era l'unica unità di misura che conoscevo: rappresentò un trauma scoprire che in realtà erano i fiori rossi a bordo strada, incredibilmente vivaci, ma che, anche quando superavo il metro non di molto, potevo già guardare con una certa spavalderia, dall'alto verso il basso. ❌
Fil rouge, più lumachina. 🐌 Da bambina pensavo che i papaveri fossero alti un paio di metri, o, perlomeno, "più alti del papà", che era l'unica unità di misura che conoscevo: rappresentò un trauma scoprire che in realtà erano i fiori rossi a bordo strada, incredibilmente vivaci, ma che, anche quando superavo il metro non di molto, potevo già guardare con una certa spavalderia, dall'alto verso il basso. ❌
Snapchatter della domenica mattina fuori tempo massimo, in tutti i sensi 🤷🏽‍♀️🌼
Snapchatter della domenica mattina fuori tempo massimo, in tutti i sensi 🤷🏽‍♀️🌼
Due pizze e mille altre cose, che nelle amicizie tra adulti è spesso difficile esprimere a dovere 🍕🍕🍕
Due pizze e mille altre cose, che nelle amicizie tra adulti è spesso difficile esprimere a dovere 🍕🍕🍕
Interazioni fra micioni 🦁🦁 ma poi il Pepè ruba la scena 🐯
Interazioni fra micioni 🦁🦁 ma poi il Pepè ruba la scena 🐯
Ti distrai un attimo e d'improvviso il mondo è già tinto e profumato di sera d'estate, quando folate di vento gelido, dopo un temporale, lasciano spazio agli ultimi raggi arancioni, ti tiri su il cappuccio della giacchetta e pensi di non essere mai stata così viva, guardi l'ora e sono quasi le dieci di sera.
Ti distrai un attimo e d'improvviso il mondo è già tinto e profumato di sera d'estate, quando folate di vento gelido, dopo un temporale, lasciano spazio agli ultimi raggi arancioni, ti tiri su il cappuccio della giacchetta e pensi di non essere mai stata così viva, guardi l'ora e sono quasi le dieci di sera.
Ho un problemino con le righe, dagli anni novanta
Ho un problemino con le righe, dagli anni novanta
I denti di leone e l'erba cucca (ma non si fidanza mai) 🌞
I denti di leone e l'erba cucca (ma non si fidanza mai) 🌞
Giada a Milano, Milano, Milano, Milano, Giada a Milano
Giada a Milano, Milano, Milano, Milano, Giada a Milano
Mi è per caso arrivato il telefono nuovo? ✨
Mi è per caso arrivato il telefono nuovo? ✨
Prima dell'età delle contestualizzazioni geografiche, storiche e sociali, nate da un processo mentale maturato col tempo, parallelamente alla nostra esperienza e alla cultura acquisita, nella nostra immaginazione è tutto, in realtà, paradossalmente così famigliare. 
Il protagonista di un romanzo è inevitabilmente caucasico, alpinoide, assomiglia ai miei amici, bambini che si possono incontrare nella provincia lombarda e che nel mio contesto sociale non sembrino strani, indipendentemente dalla reale provenienza geografica; egli si muove in un mondo di provincia, tra i boschi, i prati, le colline, le case di corte, le cascine, i cortili con gli alberi da frutta, i ragazzini in bici per strada, il profumo del pane passando alla mattina davanti al panettiere (o, meglio, al prestinaio). Questo tipo di visione si applica ad ogni prodotto che richieda l'intervento dell'immaginazione, non solo romanzi, ma anche racconti, canzoni, tutto quanto ci stuzzichi. 
Ascoltando "Il pescatore" di Fabrizio De Andrè, prima di sapere che fosse genovese, mi sono sempre immaginata il pescatore seduto sulle rive di un posto del genere, in estate, con i fiori nei prati, baciato dal sole, con un cappello che gli copre gli occhi, ma con un sorriso sereno e disteso, e i gendarmi con le armi, l'assassino. 
Ancora me lo immagino così.
Prima dell'età delle contestualizzazioni geografiche, storiche e sociali, nate da un processo mentale maturato col tempo, parallelamente alla nostra esperienza e alla cultura acquisita, nella nostra immaginazione è tutto, in realtà, paradossalmente così famigliare. Il protagonista di un romanzo è inevitabilmente caucasico, alpinoide, assomiglia ai miei amici, bambini che si possono incontrare nella provincia lombarda e che nel mio contesto sociale non sembrino strani, indipendentemente dalla reale provenienza geografica; egli si muove in un mondo di provincia, tra i boschi, i prati, le colline, le case di corte, le cascine, i cortili con gli alberi da frutta, i ragazzini in bici per strada, il profumo del pane passando alla mattina davanti al panettiere (o, meglio, al prestinaio). Questo tipo di visione si applica ad ogni prodotto che richieda l'intervento dell'immaginazione, non solo romanzi, ma anche racconti, canzoni, tutto quanto ci stuzzichi. Ascoltando "Il pescatore" di Fabrizio De Andrè, prima di sapere che fosse genovese, mi sono sempre immaginata il pescatore seduto sulle rive di un posto del genere, in estate, con i fiori nei prati, baciato dal sole, con un cappello che gli copre gli occhi, ma con un sorriso sereno e disteso, e i gendarmi con le armi, l'assassino. Ancora me lo immagino così.
#tbt ogni tanto (e forse più spesso di ogni tanto), ripensandoci, non mi sembra vero di esserci stata 🇷🇺
#tbt  ogni tanto (e forse più spesso di ogni tanto), ripensandoci, non mi sembra vero di esserci stata 🇷🇺